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Corsi di formazione per gli studi professionali sull'antiriciclaggio

Corso antiriciclaggio 2014

I controlli antiriciclaggio negli studi professionali sono in lento ma costante aumento. 

“Negli ultimi tre anni e mezzo, la Guardia di Finanza ha effettuato 283 ispezioni e nel solo 2013 superano il centinaio“

Questo lascia presagire, per l’ anno 2014 e seguenti, una tendenza in aumento per i controlli a venire anche alla luce dell’attuazione della IV direttiva comunitaria già approvata dalla Commissione Europea.

A innescare le verifiche, di solito, sono:

  • i precedenti fiscali del professionista;
  • i precedenti penali dello stesso;
  • le segnalazioni specifiche;
  • oppure operazioni particolari messe in cantiere dalla Guardia di Finanza.

Ma la cosa che dovrebbe far preoccupare è che i 103 interventi eseguiti nel 2012 hanno consentito di accertare:

  • 71 violazioni penali, la maggior parte relativa agli obblighi di registrazione dei dati o di identificazione della clientela.
  • 64 violazioni amministrative.

È il caso di dire che, tra i professionisti controllati , i casi di corretto adempimento delle disposizioni antiriciclaggio sono stati piuttosto rari.

Ma in cosa consistono le sanzioni penali ? e in cosa quelle amministrative? e a quanto ammontano?

Con riferimento alle prime, l’art. 55 del D.Lgs. 231/2007 prevede addirittura l’arresto da sei mesi a un anno (o un’ammenda da 5.000 a 50.000 euro) qualora sia violato il divieto di comunicazione a terzi dell’avvenuta segnalazione dell’operazione sospetta.

Sono previste sanzioni penali anche qualora il professionista non identifichi il cliente nel rispetto degli obblighi di adeguata verifica (multa da 2.600 a 13.000 euro) oppure non provveda a registrare le informazioni relative al cliente e all’operazioni effettuate (anche in questo caso, è prevista una multa da 2.600 a 13.000 euro).

Specifiche sanzioni sono previste inoltre per gli organi di controllo presso i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio, che, come noto, sono tenuti a rispettare specifici obblighi di comunicazione nei confronti dell’autorità di vigilanza di settore e del titolare dell’attività. Il mancato rispetto di tali obblighi di comunicazione comporta la reclusione fino a un anno e la multa da 100 a 1.000 euro.

Anche le sanzioni amministrative in materia antiriciclaggio devono essere tenute in debito conto dal professionista. Sono infatti previste sanzioni pecuniarie da 5.000 a 200.000 euro per il mancato rispetto del provvedimento di sospensione dell’operazione sospetta, mentre è applicabile una sanzione da 5.000 a 50.000 euro, in caso di violazione all’obbligo di istituire l’archivio unico informatico o il registro della clientela.

Nel caso in cui il professionista non provveda a segnalare un’operazione sospetta è inoltre prevista una sanzione dall’1% al 40% del valore dell’operazione non segnalata, mentre nel caso di violazione degli altri obblighi informativi nei confronti dell’UIF (diversi dalle segnalazioni di operazioni sospette) la sanzione va dai 5.000 ai 50.000 euro.

Non bisogna infine dimenticare che il professionista è passibile di sanzione anche nel caso di omessa comunicazione al MEF delle infrazioni in tema di limitazione all’uso del contante e degli altri strumenti di pagamento. In questo caso la sanzione prevista va dal 3 al 30 per cento dell’importo dell’operazione, ma è prevista una sanzione minima di 3.000 euro.

È ovvio come in quest’ultimo caso il rischio di irrogazione delle sanzioni in capo ai professionisti sia decisamente importante, soprattutto in considerazione di quell’alea di incertezza che ruota attorno al frazionamento delle operazioni in contanti.

Qualora siano violate le disposizioni in materia di circolazione del contante, il professionista, purtroppo, a differenza del soggetto che ha effettivamente commesso la violazione, non potrà beneficiare dell’oblazione.

Tale istituto consente al sanzionato di estinguere il procedimento amministrativo, effettuando il versamento, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica degli estremi della violazione, di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo.

E tu, professionista obbligato, ti senti di avere adempiuto correttamente alle disposizioni antiriciclaggio? o credi di esserlo?

Oltre alle ambiguità di fondo, a generare confusione, ci sono anche strettoie normative che certamente non aiutano: secondo l’interpretazione della Gdf, infatti, i professionisti dovrebbero segnalare all’Uif tutti i reati fiscali di cui dovessero in qualsiasi modo venire a conoscenza.

Basta una temporanea mancanza di liquidità che costringe un’azienda a dover scegliere se continuare a pagare i dipendenti o versare regolarmente l’Iva (€ 50.000,00) o i contributi previdenziali ed ecco che scatta l’obbligo, da parte del professionista, alla segnalazione.

Una situazione che in questo momento preoccupa non poco ed allora occorre provvedere a revisionare ed aggiornare il proprio sistema informativo interno ed a verificare l’organizzazione del flusso documentale e provare ad immaginare di essere sottoposti a verifica e registrare la tenuta del proprio sistema all’onda d’urto della verifica.

antiriciclaggio

Non illudiamoci che la sola registrazione del cliente sul Registro Unico Informatico o in quello Cartaceo , sia sufficiente a superare lo scoglio della verifica, in quanto molteplici sono le azioni da compiere in aggiunta alla registrazione e precisamente:

  • l’adeguata verifica della clientela;
  • la valutazione del rischio del cliente e delle operazioni messe in essere dallo stesso;
  • la formazione del fascicolo cliente;
  • il controllo costante;
  • la formazione professionale dei collaboratori dipendenti dello studio;
  • ed altro.

In parole povere occorre creare nella propria organizzazione un apposito centro operativo, altamente specializzato, in grado di adempiere ai molteplici obblighi formali imposti dalla legge, sotto la responsabilità diretta del professionista ed eventualmente assistito tramite delega da collaboratori idoneamente preparati.

A tal proposito nelle istruzioni operative, predisposte dalla Guardia di Finanza ( circolare 83607/2012 ) per le verifiche antiriciclaggio agli studi professionali, particolare rilevo è stato posto nell’individuazione dei collaboratori e dipendenti eventualmente delegati dal professionista all’effettuazione di alcuni adempimenti previsti dalla normativa e soprattutto attenzione è stata data alla loro formazione.

I dipendenti e collaboratori degli studi professionali chiamati a fornire il loro ausilio al professionista, nell’attività di rispetto degli obblighi in materia di antiriciclaggio o coinvolti nell’ ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto continuativo o della prestazione professionale; devono essere adeguatamente istruiti al corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio.

Per svolgere tali funzioni i professionisti devono soprattutto adottare le misure di formazione necessarie affinché anche i propri collaboratori siano in grado di utilizzare le informazioni in loro possesso per avere un’adeguata conoscenza della clientela e segnalare eventuali situazioni di sospetto e/o violazioni sulla tracciabilità del contante nella fase della contabilizzazione delle operazioni finanziarie.

Tale aspetto è stato rimarcato anche dalla Guardia di Finanza nella circolare sopraesposta nella quale nel dare le linee guida per l’individuazione e l’identificazione di soggetti, raccomanda di appurare se il professionista titolare dello studio ha adottato misure di formazione del personale e dei collaboratori e più in particolare se sono stati erogati corsi con carattere di continuità e sistematicità, oppure se sono stati previsti programmi e moduli formativi.

I professionisti saranno quindi tenuti ad adottare per i propri dipendenti programmi di formazione e addestramento continui e sistematici, adeguati di volta in volta alle evoluzioni sia normative che procedurali interne all’azienda. Sarà utile inoltre farsi rilasciare dall’ente o dalla società organizzatrice un attestato di partecipazione degli stessi da conservare agli atti in modo da poter dimostrare agli organi di controllo di aver adempiuto all’obbligo formativo, ai fini dell’evoluzione normativa antiriciclaggio dei propri dipendenti e collaboratori.

In questa ottica Infomart Sas di Ribera (Agrigento):

  • Organizza corsi pratici di formazione rivolti a tutti i Professionisti sottoposti all’obbligo dell’antiriciclaggio ed in particolare: Dottori Commercialisti, Ragionieri Professionisti, Esperti Contabili, Consulenti del Lavoro, Enti obbligati, ecc… per l’aggiornamento professionale ed anche ai dipendenti dei loro studi professionali che volessero fornirgli un’adeguata formazione nell’ambito dei dispositivi antiriciclaggio ed in obbedienza all’obbligo della loro formazione obbligatoria ed esteso anche ai tirocinanti ad essi collegati;
  • Rilascia regolare attestato di partecipazione, ai partecipanti, valido ai sensi di legge;
  • Fornisce supporti informatici adeguati per adempiere a tutte le fasi obbligatorie previste e regolamentate dalle leggi sull’antiriciclaggio vigenti.
  • Istituisce un centro servizi, formato da personale altamente qualificato, per la consulenza e l'espletamento di tutte le pratiche connesse all'antiriciclaggio.

I dettagli e le modalità sulla tenuta del corso sono contenuti nell'allegato sottostante. Per saperne di più sul corso contattare la Segreteria ai numeri: 0925-54441, 0925-61202, fax 0925-560635, che provvederà ad inviare programma e scheda di partecipazione.